// come ho messo l'IA al lavoro

Una cosa è parlare di IA. Un’altra è averla messa al lavoro, ogni giorno, sui problemi veri.

Non sono un guru che spiega l’IA dal palco. Sono un veterinario che l’ha costruita con le sue mani e la usa per lavorare. Qui sotto te la mostro a tappe, dal sistema che mi orchestra la giornata fino agli strumenti che ho tirato su da solo. Ognuno è una prova, non una promessa.

  1. // il sistema

    Clara, il mio sistema operativo IA.

    Il primo pezzo non è uno strumento, è un metodo. Clara è il sistema che mi orchestra il lavoro: non un singolo modello a cui chiedo tutto, ma un direttore che coordina una squadra di agenti specialisti, ognuno bravo in una cosa sola. Uno scrive, uno controlla il codice, uno fa ricerca, uno tiene la sicurezza. Io sto sopra, do la direzione e firmo l’ultima parola.

    Il cuore però è un altro, ed è la cosa che insegno nel corso: gli agenti si verificano a vicenda. Uno produce, un altro controlla. Perché il problema vero dell’IA non è che non sa fare le cose, è che le fa con troppa sicurezza anche quando sbaglia. Un modello solo ti dà una risposta e te la tieni così com’è. Due, uno che lavora e uno che fa l’avvocato del diavolo, e l’errore salta fuori prima che arrivi a te. È questa verifica incrociata che trasforma l’IA da oracolo a cui credere a collaboratrice di cui fidarti nella misura giusta.

    // la squadra

    dà la direzione, instrada il lavoro e firma l’ultima parola.

    imposta priorità e decisioni.

    fa da fact-checker su tutto quello che è medico.

    scrive il codice e tira su le app.

    costruisce siti e codice su misura.

    produce post, testi e materiali.

    scava su mercato e letteratura scientifica.

    tiene al sicuro accessi e dati.

    prepara corsi, slide ed esercizi.

    tiene tutto archiviato e ritrovabile.

    Gli do un comando o un obiettivo, lei capisce a chi tocca e instrada il lavoro allo specialista giusto. Gli specialisti lavorano e si controllano a vicenda, l’errore lo prendono loro. A me arriva il risultato già verificato, e firmo. Tutto si mette in moto su una richiesta sola.

  2. // gli strumenti

    Gli strumenti che ho costruito con le mie mani.

    Il metodo da solo non basta, servono gli strumenti. Questi li ho tirati su io, perché mi servivano davvero, e li uso.

    Il primo è ml-litreview-extractor: una pipeline che legge i paper scientifici e ne estrae i dati, poi se li verifica da sola con un controllo avversariale, un agente che mette in dubbio quello che il primo ha tirato fuori. Lo screening della letteratura mi mangiava i pomeriggi, adesso lo faccio in una frazione del tempo, senza fidarmi a scatola chiusa. L’ho reso open source: il codice è pubblico, lo puoi vedere, scaricare e usare.

    Il secondo è un motore per i caroselli e i contenuti social, costruito senza pagare un solo strumento esterno. Genera i post in formato pronto per LinkedIn e Instagram partendo dalla mia grafica, tutto in casa. Lo trovi raccontato più nel dettaglio qualche tappa sotto.

    Il terzo lo stai guardando: questo sito, drzattoni.com, l’ho costruito con l’IA in prima persona. Non faccio il programmatore di mestiere, faccio il veterinario. Se ci sono riuscito io, il punto non è essere tecnici, è saper guidare lo strumento con metodo.

  3. // i siti

    I siti che ho costruito da zero, da veterinario.

    E questo sito non è l’unico. Lo dico chiaro: non sono un programmatore di mestiere, sono un veterinario. Eppure questi siti li ho costruiti io, con l’IA, partendo da zero. Niente agenzia, niente sviluppatore esterno, niente template comprato e riempito a caso. Idea, struttura, testi, messa online: tutto guidato da me, passo dopo passo, con l’IA che faceva il lavoro tecnico mentre io decidevo cosa volevo.

    Te li lascio qui da guardare, perché un sito vero che funziona vale più di mille spiegazioni: casapeppinasardegna.com e casapuccini.com. Uno l’ho tirato su in poche serate. Il punto non è che siano capolavori di ingegneria, il punto è che esistono, sono online e li ho fatti io. È la prova più semplice che ti posso dare: non ti serve diventare tecnico, ti serve imparare a guidare lo strumento. Se ci sono riuscito io con le visite in mezzo, ci riesci anche tu.

  4. // agenzia autonoma

    Un’agenzia di marketing che lavora da sola.

    Qui le cose si fanno serie. Ho costruito un sistema di agenti IA che produce e gestisce i contenuti di marketing in autonomia. Non un assistente a cui chiedo un post alla volta, ma una piccola agenzia digitale che gira da sé: pianifica, scrive, prepara i materiali e li manda avanti senza che io debba stare dietro a ogni passaggio.

    È la prova di una cosa precisa: con l’IA non automatizzi un compito, automatizzi un intero flusso di lavoro. Una persona sola, col sistema giusto, fa quello che prima richiedeva una squadra. E io resto comunque al comando, decido la direzione e tengo la qualità sotto controllo, mentre il lavoro pesante e ripetitivo lo fanno gli agenti.

  5. // motore caroselli

    Caroselli e copertine, prodotti in serie.

    Dentro quel sistema c’è un pezzo che mi piace mostrare per primo, perché si vede a occhio. È il motore che produce caroselli e copertine social in automatico. Imposto una volta la grafica, i colori, lo stile, e da lì sforna i materiali pronti da pubblicare, coerenti tra loro, in serie. Niente designer da chiamare ogni volta, niente strumenti a pagamento.

    Sembra una cosa di nicchia, ma è il classico esempio di lavoro che ti porta via ore e che l’IA ben costruita ti restituisce. La differenza non è la grafica in sé, è che il sistema gira da solo e mi lascia il tempo per le cose che contano davvero. Questo è il senso di mettere l’IA al lavoro: toglierti di dosso il peso ripetitivo, tenendo per te le decisioni.

  6. // anti-allucinazione

    I sistemi anti-allucinazione, il cuore di tutto.

    Se c’è una cosa sola che voglio passarti, è questa. L’IA inventa. Mescola quello che c’è scritto nei tuoi documenti con quello che sa lei, e non te lo dice. È sicura proprio quando dovrebbe dubitare. In un compito sanitario questo non è un dettaglio, è il problema.

    La risposta che ho trovato, e che ho infilato in ogni mio sistema, è il pattern degli agenti che si controllano a vicenda: uno estrae o produce, un altro fa solo il verificatore e marca tutto quello che va ricontrollato. A questo affianco una checklist, le domande che mi faccio sempre prima di prendere per buona qualsiasi cosa esca dall’IA. È roba semplice, ma è quella che separa un giocattolo da uno strumento di cui ti puoi fidare. Il metodo e la checklist sono il materiale del corso: te li do per intero, perché li possa usare sul tuo lavoro da domani.

  7. // vetdietpro

    VetDietPro

    VetDietPro, il software veterinario di nutrizione basato su AI. L’ho sviluppato io per MyVet: è il motore che calcola e ottimizza le diete, prende i dati, applica i vincoli clinici e nutrizionali e tira fuori il piano. Un lavoro di ingegneria vera, dove un numero sbagliato non è un dettaglio di stile ma un problema concreto.

    Il prodotto è di MyVet. Lo metto qui non per vendertelo, ma per mostrarti il tipo di sistema che so costruire quando l’AI deve fare un lavoro serio, con vincoli veri e zero margine di errore.

    Se ti chiedi se chi ti insegna ha davvero costruito qualcosa, ecco la risposta.

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